Sono i contrasti a rendere unico un luogo. La Sicilia è un isola nel mezzo del mediterraneo, ma su di essa sorge una montagna fredda e coperta di neve. L’Etna è battuto da venti fortissimi e freddi, ma non è una montagna come tutte le altre, ha un cuore caldo, instabile ed imprevedibile. La fluidità della lava si congela in rocce nere e taglienti.
Sono tantissimi i contrasti che fanno dell’Etna e della Sicilia un luogo che per me ha un grande fascino. Mi piace l’idea di partire dal basso, quasi dal mare e guidare in mezzo a fichi d’India e ulivi per poi trovarsi a 3000 metri tra ghiaccio, lava e neve, quasi senza fiato per la forza del vento. Dopo i due giorni passati con Marco Tomasello e tutti i suoi amici sto già pianificando nella mia mente quando avrò di nuovo la possibilità di tornare giù.
Sabato e domenica siamo partiti dal Rifugio Sapienza per cercare di raggiungere i crateri sommitali. Gli impianti sarebbero stati d’aiuto, ma il vento gli ha tenuti fermi entrambi i giorni. Il primo impatto è stato incredibile. Le raffiche ti trascinavano, letteralmente. Sabbia e grani di ghiaccio sferzavano il volto. Siamo saliti fino a dove abbiamo resistito. Il premio però è stata la discesa su neve perfettamente trasformata. Il secondo giorno grazie all’indebolimento del vento siamo saliti fin sotto i crateri, per poi andare verso la Valle del Bove. L’ingresso però era ripido e ghiacciato. Impossibile da sciare. Tornati sul versante sud della montagna, abbiamo trovato la sorpresa. Neve trasformata ed impianti aperti. Abbiamo sciato fino alle ultime luci, con il mare che diventava sempre più nero e le nuvole dell’imminente brutto tempo illuminate dal sole al tramonto.
E’ strano trovarsi con le mani gelide e il volto che brucia per il ghiaccio portato dal vento al mattino, per poi farsi due risate ricordano quello che si è passato davanti ad un piatto di pesce seduti in riva al mare alla sera. Ah dimenticavo. Il sabato per pura coincidenza si è anche tenuta una tappa della coppa del mondo di scialpinismo. Vinta dal solito Kilian, nonostante il poco dislivello e gli otto cambi pelle. Del resto portarli in quota sarebbe stato veramente troppo pericoloso.
Grazie a tutti Tomaselli ed alla loro grandiosa ospitalità!